Federici

CASTORE E. POUUCE

ORE E POLLUCE,

DRAMMA PER MUSICA,

appresentato la pr'tmta voha in Napoli

NEL REAL TEATRO S. CARLO

Nell^ futuri fio del iSig*

"1

NAPOLI,

DALLA TIPOGRAFIA FLAUTINÀ. 1819»

\

5^

La Musica è del Signor maestro Fe-^ derìci .

Architetto de' reali teatri ^ e direttore delle decorazioni il Sig. Cav. Nic- colini .

Le scene sono state inventate e dipin- te dal Sig. Francesco Tortofj , ai- liei^o del suddetto .

MACCHXNIS T 4

Signor Corazza.

1

DIRETTORI DEL fESTURIO

Sig. Novi^ per gli abiti da uomo^ il Sig. Giovinetti ^ per quelli da donna .

A z PER-

^ P E R S O N A G G I.

LEUCIPPO, re di Siciòne, Sìgnof Chizzola .

«ab

TELAIRA, figlia di Leucippo ^ Signora Chal>tand .

CASTORE, guerriero Leucippo, Signora Fesaroni m

POLLUCE , guerriero di Leucippo, fratello è Castore

Signor Nozzatì y al servìzio della real eap peìh Patatina «

FEDRA, prÌDcipessa del sangue reale di Sicioae Signora Manzi »

ARGIRO , duce delle armi di Sicione . Signor Orlandini

eiovE ,

Signor Benedetti^ ai servizio della rtal eap- fella Palatina

SIBILLA ,

Signora De Bernardis maggi &r et u

Minerva, Apollo, Mercurio ;j Ebe, Genj,

Ombre , Grandi , Pamigelle, Sacerdoti,

Guerrieri Sicionesi e Corint;.

La song i m Sidone^ pai negli E tisi

AT-

ATTO primo!'

SCENA PRIMA.

Tiinpio, dove tutto è disposto per le norze di Telaira e Polluce.

Sacerdoti , chs dopo il coro si ritirano si vanm a poco a poco perdendo di vista y indi Telaira t Castore con seguito di damigelle ; finalmente ds un^ altra parte Polluce , Levcippo , grandi i guardie. A suo tempo Argiro in disparte.

Sac. ^\X^^ quaggiù si strinsero X\I Più nobili catene: Scuota la face Imene, Scuota la face Amor. Il fato a due beli' anime ^ Che alterna si giurano, Conceda il suo favor. Tel. Oh inutil gioja ! oh voci

Che mi stringono il cor! Cas. Deh! voglia il cielo ,

Adorato mio bene ^ Che nel mio sen si versi Tutto r affanno tuo. Tel. Vittima io vengo ,

Non già sposa alF aitar * Cas, No, cara; è degno

Delle tue dolci cure il mio germano , Pi^ felice di me Tel. Quanto mi costa

Il perderti, ben mio! Cas. Tu già sai , che in Polluce Io vivo, ei vive in me: ci diè natura, Sotto spoglie diverse un'alma sola, tutto il ciel , nel darti a lui » m' invola »

A3 Tu

6 ATTO

Tu non rispondi? Piangi?,,. ^ Più non resisto . . . addio . . , Td. ^ ^ Mio ben t'arresta

Qas. Coraggio , anima mia. Tel. Che pena è questa !

CjF. Addio 1 . . Td. Per sempre ! . .

Io moro! . » 1% Addio ^ mio bel tesoro!

Voi sostenere , o dei , Su i freddi labbri miei L' ultimo addio crudel . ( hi atto di separarsi . ) Poi. Fermatevi . . . germano , Telaira ; Già rutto so^ non palpitar, respira. ( 4 Castore. ) Ti tendo a lei ehe adori , Ti cedo ai caro oggetto, (^a Telaira.) * Venite a questo petto; Vi renda lieti amor . TeL ( Che iiisse mai i ) Le!4. { Che intendo! )

FqL No, tuo rivai non sono. Cr/T. ( Che mai risponderò ? ) I FoL £eu. MiÀti li rese amore, \ TeL Dolce a quest' alma è il dono . ( a PóIIuùì.,) Cas. Ti dica il mio rossore ( al medesimo. )

Quei chMo spieg^àr non so. Tei. Prence * . Cas* CermàQ . .

IW* CaS, . Vorrei .

Cessa per te il mio pianto; E mi confonde . . ^ Poi Ma voi formate ^^^^"^^

La mia felicità. a 4. Tuoni a sinistra il cielo in così bel momento Che vennero a cimento

V,

P R I M 7

Ritonoscenza, amore, Costanza , onor , pietà , ( Partono col seguito , a ti se f va ^rgtrù f che avanza )

S C E N A lì.

jirgìró indi Fedra, jfrg. "pH fia ver ciò che intesi? Oh me feliciti MZj Se Castore diviene Sposo di Telaira, io perdo in luì Un possente rivai sul cor di Fedràt Eccola* Fed. In traccia appunto

Io veniva di te. ^rg. Sperar potrei

Che tu . . . Tedn M* ascolta ; io voglio

Deir àmor tuo , della vantata fede Oggi una prova . Jrg. Ogni tuo cenno ^ o cara i

E' un^ legge per me . Fed. ^ Tu sai che Alèta

Regnator di Corinto Arde per Telaira . jirg. E* ver.

Fed. ^ ^ Che ad altri

Di non cederla mai giurò che al solo Polluce, in cui rispetta Di Giove un figlio; ed è perciò, che poco Lungi dai nostri lidi errando vanno Di Corinto le vele. Ecco il momento Di guerra e di vendetta jirg. Ho inteso : il sangue

Vuoi che a difesa di Sicione io versi j Lo verserò Fed. Mi basta

Quei di Castore solo, e fia I^estrerho. ^rg. Che dici?... e l'amor tuo? Fed. L'odio i^eitinse.

A4 ^rg.

!•

8 ATTO Atg. E brami? fgà. i-a sua morre .

Atg. t d io

Vid. Tu devi

Secondarmi. Atgé Ma come

f^d. Alcun appressa.

( diìfo aver ossirvatQ . )

Vieni; altrove ì miei sensi

Meglio ti spiegherò jirg. Deir opra mia

Sarai tu stessa il guiderdon ? Ted. Che pera !

L' indegno . Arg. E poi ?

Fed. Svìrvi al mio sdegno, e sper^*

V partono . ) {

Se E N A 111. i C^ro di sacerdoti , che avanzano lentamentà*

TOrvi , sospesi ^ squallidi | Tutti dal tempio sgombrano , Regna un feral silentio ... Che mai sarà ?. .. che orrori Le soglie tremano ...

Le faci stridono ... I Le sacre immagini Dagli occhi stillano Sanguigno umor . . Che mai sarà?. .. che orror!* ( x# ritirano con pari Untezza e gravità.) SCENA IV. Gabinetto reale. Leucippo e guardie j indi Fedra y poi Argiro . X^/*. T TOglia il ciel, che funesta a me non sia , V Alla figlia, al mio regno, {da se.) La pietà di Polluce . Fed. Erra confusa

Già nel v^lgo la fama

De*

P R I M O. 9

Da^tangiati sponsali , onde superbo

( i:on ironia )

Fra le nostre eroine

Un giorno andrà di T^laira il nome. Ltu, Sei tu che parli ? E come

Divenisti ad un tratto

Sagi^ia così ? Del zelo tuo, m' ititendi, Non cerco la ragion: sol ti consiglio^

Se degli affetti a fronte

Vacillasse talora il tuo coraggio , Di serbare a te stessa un tal linguaggio * Fed, (f remo^ )

Leu. In dubbio stato

Che mai risolverò?) ^r^. Sire, un araldo

' Chiede udieaza da te ^ Leu. Chi la spedisce!

wtfr^. 11 capitan delk Corintia flotta . X^^. Inopportuno ei giunge . Fid. lo V ho predetto,

( a Ltu. in aria di rimproverai * ) SCENA V. Polluce e detti , poi Guerrieri 0 Poi. r araldo partì . Leu\jJ Come f

j^rg. Che «scolto !

F'ed. Che avvetine?

PoL Intollerante V {a Leu.)

Da^ tuoi Mi custodi ad alta voce Pretendeva costui

Libero ingrasso, e gli fremeva in fronte

L' orgoglio 4el suo re Quando io vi giunsi >

A te, gridb V qualunque sii , paleso

Del grande Alet\ i sensi itì brevi m)te :

O la sposa egli mtiene

A Castore ceduta , o guerra intima

A questo regno £ guerra avrà ^ risposi

Con pari ardir : Leucippo

la

10 ATTO In me ti parla . .

Leu. Temerario Aleta!

Si pentirà. Poi. . Piti non s'indugi* Fed. (E* certa

Ornai la mia vendetta . ) Leu. schiere, Argiro , a radunar ti affretta*

( Parte con Polluce ) S C E N A VI. Fedra ed Argtroé Fed. A Llontanati , Argiro : alcun potrebbe

JljL Sospettar . . ( con impazienza ) Afg. Fu mia cura

Che alle navi straniere in un istante

JPenetrasse la voce

Del fatale imeneo Fed. Lodo il pensiero \

Vuoi di pili?.,, ti son grata* Arg. Altro non dici ? Fed. Il resto

Ti è già noto: alla pugna

Castore interverrà . Arg. Dove sovrasti

11 periglio maggior, so ben , che a tempo Tu vuoi , eh' io r abbandoni \ onde con pochi » O da tutti diviso,

Fra i nemici si trovi, e resti uccìso* (partono.) SCENA VII. Accampamento : veduta di mare in lontananza . Cofg di guerrieri y indi Castore^ Argiro^ poi Ttlaira con seguito Coro .

PC deir onor sul campo Trionferà chi è forte : Noi pugnerem per Castore ; Regni vittoria , o morte ^ Non regni mai viltà*

Arg.

L

P R I M O- li

^rg* Castore, i cenni tuoi

impaziente attende

La bellicosa gioventù.* 'Cas. Le trombe

Dian r usato segnai , V ostil falange

Le ascolti , ed incojaiinci

A palpitar.

Tel. Deh ! sospendete . ( agitata . )

i^as. Oh dolce

inciampo alla mia gloria! TeL Brev? sarà ( alquanto sostenuta^ ) Cai. Perdona

Td. E core avresti

D' abbandonarmi semiviva in braccio

Al mio dolor?.,. Crudele "Cas. . lo ti lasciai

Cara, per meritarri Tr/. E forse vai

A perdermi per sempre. ( pìnngìsndù* ) Cas. Ah i no, mia speme j

Ritornerò ; noti cimentar col pianto

La mia virtìsi : r^ammenta

Chi tu sei , chi son io ; pensa , che sacre

Alla nostra memoria

Son V eroine de' passati tempi;

E rinnova col tuo gli antichi esempi . Tel. Non più : vincesti aifin ; V usato impero

Sopra un cor che ti adora

Ebber gli accenti tuoi . Cas. Di Leucippo la figlia

Ora conosco in te « Tel. Scudier , ti appressa .

{ fa cenno ad ano del seguito , che si avanza mn un òacile su cui evvi una spada » )

Son maggior me scessa # Cas. ( Che mai vorrà ? )

Tel. Dammi il tuo ferro , e invece

Prendi questo Ortagora ^ che primo

In

it ATTO

In Sicione regnò : questo che , seippre Temuto , il fianco cinse De' successori suoi; questo, che predi Non fu mai de' nemici , e mai digiuno Tornò di sangue , con egual destino Balenerà nella tua destra .

( si cambiano gli acciari ) Cas. Oh grande!

Oh prezioso pegno Del piti tenero e insieme Del più sublime amor f*. tu nuovi aggiungi Stimoli al mio coraggio , lo giuro , Telaira . . . idol mio . . . Lo giuro a te ; fra poco Questo acciar ti farà Ron dubbia fede Che onta a lui non recai , a chi mei diede. Questo acciar che a me tu doni , Non temer, eh' io stringa invano : Fida a lui sarà la mano, Com'è fido a te il mio cor . TtL In balia del duolo insano

Non temer ch'io m'abbandoni: Al cimento amor ti sproni , Al mio sen ti serbi amor Cas. Un amplesso e poi Tel. Ti arresta ...

Cas. Parto Tel. Parti?.. a z. Addio , mio bene!

Al mio sen ti serbi amor Soffrite ^ o Dei pietosi , I palpiti amorosi . Lieve sospir fugace, Che vien su i labbri e tace, Di gloria obblìo non è Cau , Vado te ^ ^l..^^*

T,l. Vanne ?" me ' «««batter

A trionfar per . Coro

P R I M O. li

C(^ro durante la marcia « Noi pugnerem per Castore ; Trionferemo in te . ( partono tutti. ) SCENA Vili. Leucìppo y Fedra e guardie t€4i. OEmpre UijaJmente àltera

wj Dunque, Fedra, sarai ^ Che malti fece La iiglia mia? perchè T abborri , e tutto In lei condanni ?.. E' amante : Ma se amar fosse colpa, Tu innocente saresti? Fed. Io non esponga

La mia patria ai perigli * £n questo punto Della tua sorte si decide... e forse... Mentre in fole perdendo il tempo vai y * Chi sa . .

leu. Tu lo vorresti . A' <ki la cara

Lasciane pur : la tolleranza mia Non irritar ; già noti

Mi son , più che non credi ,, i tuoi peHsieri ; Ma che il ciel ti secondi , invan io speri ( parte lasciando Fed* turbata . ) Fed. Qual confuso parlar . . che fosse Argira Un traditor... vano sospetto... ei m'ama:- Che ad altri avesse incauto, Per soverchio trasporto , Mal fidato T arcan ? . che un immaturo Ordine ... Oh stelle I . . in mille dubbj ondeggioj Ma son Fedra e non pochi Fra i primati di corte Sospirano per me. Tremi , se a voto Andrà ia trama ordita,

Tremi del mio poter chi m' ha tradita, (^^li^rt. )

14 A T T O

SCENA

( Battaglia i mila quale^ dopo un\ ostinata resi * stenza j retrocedano^ sempre però battendosi ^ le truppe Sidone Si vedt Castore alla testa delle medesime , ch^ è V uhimo a ritirarsi , so- verchiata dal numero ; poi ritorna , accompagnata da pochi soldati . ) CiJXo TL tradi asento ^ o il caso

X Ci ha fra nemici avvolti: Non fia di noi chi ascolti Le voci del timor ( In questo mentre compariscono dui fo;$dp del'-- la sxena alcuni di Corinto , che lo assali^ scono . Castore sostenuto da^ suoi si difende^ li rispinge y ed inseguendoli si perde di vista. ) ( Escono fuggitive le truppe di Corinto dalla stessa parte per la quale entrano . j4nimate dai lor condottieri cP improvviso rivolgono la fronte , e risospingono i Sìctonesi y alla testa de" quali vede Argiro Sof>raggiunge finalménte in soccar^ so lo stesso re con un rinforzo di soldati , che | attac-cando nel fianco i Corinti j // costringono per la seconda volta alla fuga 1 Siciontsi gì* insegumo , e non rimane sulla scena che il sol§> re con alcune guardie . Indi Telaira con segt4Ìto* } Leu. già nei fati è scritto , Che questo regno cada , Schiavo il suo re non vada, ( in atto di proc&di're ancora^ alla battaglia o ) Libero muoja e re TiL ^ Ah I geniror , ti arresta . . .

{con estrema agitazione ) Leu. Figlia! Tu qui ? TeL ^ ^ Per te.

L* armi deponi , *o padre , Frena il tuo vano ardore : L* esige i] mio dolore^ La tua caìiuta età.

PRIMO. 1$

leu. Riedi al tempio

( Leu. sempre in atto partire ; T elatra sem* pre occupata nel trattenerlo . ) Vei Ma tu

',eu. Lasciami, e implora

U soccorso divino . - ^eL Come! Ch'io t'abbandoni al tuo destino? Non sarà mai . .

S ' C E N A ^ X. Polluce e detti*

'ol. .

V-rf Essate, un giorno è questo Di piacer, non di pianto* r el. E fìa ver ?

[eu. Voglia il cielo!

foL A voi fra poco

Castore tornerà di gloria cimo» TeL Narrami eu. D' onde il sai ì

tat^ Castore ha vUto

Vidi io stesso dalP erta pendice

Fuggitivo il nemico alle sponde: ' rinchiuso dal ferro e dall'onde, Doppio aspetto di morte incontrò. Quindi un globo di polve e d'arene Stese un vel sulle tragiche scene:

10 discesi , e r Olimpo tuonò tu. Lode al ciel! el. Che soave sorpresa I tf/. Non è Giove di me più felice,

r^/. Stringerò quella man vincitrice.

L'amor mio/ t j v

11 «o-r^^r, palme vedrò* il german

( ascolta ilMsuono festivo e grave delle trombe j cui prestano attenzione con tra* sporto JSÌoJa : perciò ha luogo uri alterna* tìva fra il canto e le tromba medesime % che 0 poco a poco vanno avvicinando )

\6 ATTO

Xe«. Ma qual suono ì ...

Poh Cessò la batragfia*

Pol.TeL Tornai liete e superbe le schiere . . .

Detti y ( Sì. . . soa qiK?sre le trombe foriere

e Leu*- DAVQfOQ che i nemici domò . )

SCENA XI.

Cora di soldati y poi Fed^rs ed: Arg^iiro .

Coro. ir leti concenti

i ^ Alla vittorfa ^

Inni dolenti

Alla memoria

Cantiam di Castore . . *

Poi. TeL r^L r 1 j Che due ? f Leu,

Tel. e Poi. Oimè !

Coro^ Piangere Castore, Che più nen è ( Telaira si abbandona svenuta fra le braccia delle sue damigette: Leucippo si occupa dello stato infdtice di sua figlia : Polluce rimane immobile ed in^ altitudine di dolore , ma di quel dolore ch^ è proprio degtfi eroi .. AlV ultime parole del Coro comparisce Fe* dra y le truppe comandate da Ardirò cmt 'p^ nuano sempre a sfilare . ) Fed» ( Altin respiro ,

Son vendicata. ) w/r^. ( Misero Argiro !

Fatai giornata ! ) Fed. * Perchè afflitto! . . e .4rg. ** E' il mia delitto Fedra, lo sai ; Son reo per te Fed, Mercede avrai Della tua fèo

* Ftdr» .

SCE^

PRIMO. 17

S CENA XIL

Castore jerho , sostenuto dai soldati ^ e detti ^

Cas. \^ \n oggetti!

( TeUira , Polluce e Leuchpo si scuotono alla voce di Casiere j Aggiro e Fedra ^ che lo credevano estinto , si maravigliano . )

Tel. e Poi. ... vWì ancóra

( avvicinandosi P uno e l'altra con sommo trasporto . ) ^ _

Poi. Mia delizia I . . . i

Tel. Amato bene!.,.

Cas. E\ . . r amor . . che . . mi sostiene Per vedervi . . . e . . . poi . . . morir . .

T el.ePoL Ah\ ... barbara ferita!...

E' già presso a uscir di vita , gii giova il mio martir

Cas. Tel . . . prc miisi . . . ecco T acciaro...

{a Telaira . )

T^/. Ma la mano ?

Cas. E\ . . man ... di morte . . .

Tel. Se la sorte ... a me t' invola . . Cas. Tu . . german ... tu ... la .. . consola

L* idol . . . mio . . confido * . a . . . te . Tel.ePol. Chi potrebbe in tante pene...

Chi potrebbe amar la luce ? . . Cas. Ad... dio. ..sposa., .ad. ..dio ..Poi ... lu... ce.M

Vi . . . sov . . venga . . . Tel. e Poi. Oh amor»! ...

Cas. Di me .

( muore. )

T^I*ePoL Ah! spirò! . . .sarai contento .

Mei togliesti ^ o reo destino «

B LMre

i8 ATTO

LMre tue più non pavento^' Più non curo il tuo favor.

Leu, Per la hglia ^ oh dio ! paventa J E <ìi accresqe il mio doior^

-^^g*Fedo( Dall' idea del tradimento LaQerar mi sento il cor . )•

Coro generale *,

Oh sventura ! oh lier tormenea! Oh pieti che spezza il cor !

Fine deir Atto primo ..

A T T

SCENA I. Gabinetto I come neU'atto primo. Coro di grandi e damìgellt ^

A

S

'Ul cammin dell' umane vicende

Certa guida i mortali non hanno Perchè sempre alla gioja T affanno E' compagno, seguace o forier. Il nemico fu vinto e distrutto , Ma la reggia è coperta di lutto; E laddove un trionfo risplende E' vietato r ingresso al piacer .

( partono 4 ) SCENA IL

^ Fedra ed Agiro ^

Tti. '^JE' v"^* lasciarmi f

( con impazierjza t dispetto. ) jirg^ Ah ! Fedra ..•

^eé^ E con qual fronte

Del

SECONDO. 19

Del più atroce delitto

Mercé pteteniJi ? ^r£, E con ^ual <or tu puoi

Negarla a cfei divenne

Per tua tSigictie orribile a stesso,

Al cielo ... ^ ^

Fed. E a me . ( mterrompendoh con forza.)

^rg. Tirantia

Tu r imponesti , io ti appagai* Fed. La cieca

Ira m\2i non ti assolve : amor chiedea

Da me vendetta . ^ , j4rg. E amòre

' Ad eseguirla mi spronò : del patì

Dunque siam rei ; ma ta più rea ti mostri

Allor che , vendicata ,

Empia , non hai rossof d' essermi ingrata .

Fed. Piombi pur sul mio capo la divina Ira vendicatrice ; , Si affretti il giorno estremo ^ Son già troppo infelice, io non It) teme

( parte ^ )

S G E N A in. Sotterraneo , dove fra i sepolcri delle famiglie reali di Sicione vede quello di Castore . Tetaìra con le damigelle , poi Leucippo ,

grandi e guardie

Telj I ^Ombe degli avi miei ... squallide tombe*.* X Deh I pietose accogliete Fra il silenzio e orrore, Ospite della morte il mio dolore. Questa ... . . questa in vece Del talamo promesso ai voti miei ^ E la funerea pietra Ove il mio ben dimora. . . I0 la veggo ... io r abbraccio » . e vivo ancora? Leu. Figlia « # «

B z Tei

20 A T T O

T^/. Che vuoi?., chi cerchi Telaira

( senza distaccarsi dall' urna . )

Più non esiste . Leu. E tu chi sei ? ^

TeL Di vita

Un simulacro . . Leu* Ahi no ^ s' è ver che m'ami

( Leucìppo la prende per mano ^ allontanandola

dair u na . )

TeL Più che me stessa .

Leu. A' numi j

Piega la fronte , e vivi Al genitor ... TeL Ch\ io viva

Per funestarti ?». e proIun?^ar coi giorni L' affanno mio ?.. Se ti son cara . . , ( è questa L* ultima grazia eh' io ti chiedo ... ) assisti All'estremo respir... la man paterna Mi chiuda il ciglio ... e poi ... Vedi qtieir' urna ? . . ella mi aspetta: in lei, Dove giace... ahi destini., l'amato sposo Trovi ii cenere mio pace e riposo. Prendi per ora il pianto " Gelido sasso e muto l Assai maggior tributo : Fra poco avrai da me.' Non ti sdegnar . Quest'^ anima , Padre , più mìa non é. Coro. ( Freni chi può le lagrime:

Sorte peggior non v' è . ) v TeL Se il ciel tiranno ancora ( al pàdr^* } Serbasse i giorni rniei, Al tu*ò" squallor vivrei ^ ,( ,

* Vivrei,^ morendo, à te. A un^alma che pròva fiero tormento, Conforto noti giova, ^^"^'^'^ Ltt Virai è spavento ^

SECONDO, %i

Tremenda: » spietat.;|

L-a mon^ non è.. ^ C^ri9 { A un renerò core

Ch^ laagoe dVjiniore

Coq forco non giova,

Conforto non y' è ) ( Te/arra parte col suo seguito .. ) Zeu. Soccorretela , ancelle ^ io più non regg^ A tanto ,duol> Pi chi perì syl campo La sorte invidio Q numi, Muo votevi a pietà : de;h ! npri si (Jica , Che dai rischi di Marte Voi serbaste alla figlia un vecchio pa^re. Acciò poi fosse alle paterne ciglia Spettacolo d'orror la stessa figlia . i parte.}

s c g N A tv;

Antro all' ingresso dell' Averno,» Polluce , poi la Sibtlh Polo T 'Arra stridente arena . ' . ri La ripercossa . ppaca

Luce che mi circonda

Il gorgoglìo deir onda

Tutto in' ispira prror , * . t^itto 'm'>anniunzia

La trem^iida spelonca ornai vicina,

Pove , senza sperar giammài ritorno ,

Ai grandi e al volgo umil traiiioni:^ il ^i(>r^

Farmi Ridire . i latrati

J)eir indomita bèlva ,

Che col triplice stion V Etebo assorda^

Spaventevole . . . ingorda

Voragine di morte . .

Ecconii a te La custodita soglia

Abbandonino i mostri, e alcun non osi ^

Cpnrrastarnii l'ingresso, o eli' io ... {mmacc^'l Sìò, Che tenti?

Audace? ( Pollp ferma . )

PoL Ai moti , allVabito , all' aspetto

J^a fatidica donna in te ravviso

B 3 Frer

ATTO

Preside al sacro bosco. Si/?. ^ E tu le soglie

Dfstinate agli estinti ,

Folle ! . . calcar pretendi ? Fvl. lo so che Alcide^

So che Teseo vi penetrò : de' numi

Son prole anch' io , vengo

L' altrui re^ni a turbar. . * Sii. Ma qual mai strano

Desio qui ti conduce? PùL Tu mei chiedi ?.. e non sai , ch'io son Polluce?

Se di teneri sensi

E' capace il tuo cor . . . se affatto esclusa Da quest' arride balze

Non è pietà... dehi mi compiangi... al mio German mi rendi . . Egli è fra T ombre . Siò. 11 nume

Consulterò: s' ei vi acconsente , io stessa Sarò tua iida scorta Sin di Stige alle sponde. FoL Ascolta io voglio

( con teyierezza e trasporto . ) Rivederlo ... abbracciarlo ... E otterìer dalla Parca, Che dei colpo ^rudel fors' è pentita ^ JQii ricomprar la sua con la m ia vita Se fra palpiti d' amore

Implorasti un pietà ^ - Dio d'averno, al mio dolp^ce Il tuo cor s'arrenderà* i Già una voce lusinghiera

Dolce al cor mi parla e dice Che alla fin sarò felice y Che il german mi rend;erà . fra 1' ombre è fra 1' orrore Meco amor discenderà . ,.

{part^ preceduto dalla Sibilla

^ SCE-

S E C O N D O. SCENA Gli Elisi *

2S

Cero d'Ombff e danza di Genj ^ ìndi Castarek

X Luce modesta e pura , Costante è qui natura, ^ 'J'utto è dolcezza e amor Eco alle nostre cetefe fa il colle , il prato e V etere; E 1' armonia c' inebria D' un placido languore Vas^ D'armoniosi accenti, Noa concessi ai viventi,

Qua! mai concento?..Oh amene spande.. .oh vi ^ta.*

O deir anime eccelse

Degna sede immortali. . Così veloce

Di bellezza in bellezza

Erra lo spirto mio ... che non v' è luogo

Allo stupor . Qual nuova

Estasi è questa onde rapito io sono'?,. .

Morte, il colpo immaturó io ti perdono

Ma „. Telaira ? . . . oh se qui fosse 1 ... 6h quaiitc

Maggior saria Titicanto ! . . .

Che farà?., piangerà .. . Ma chi s'appressa?.

Di Telaira istes^B

Fors' è r ombra che viene

V amante a ricercar su queste arene? S G E N A VL Polluce ^"e Detti. Fo/,/^ Astore^ . . ' ^ Cas\^ lo « 4[ìon ii^ganiio ••• PoL Amato spirto \ .

Cas. Io veggio . . . PoL 11 tao german , . .

Ctfx. , ^ Sei tu Pdiluèe

O una larv'a ? . . o il desio che mi seduce ? Poi. La sembianza , ia vóce , ^

Ntojrno a noi rispìende

24 ^ ATTO

E pili che queste , il nostro

Vicendevole amor non ti assicura ,

Ch' io Son ... Cas. , è ver, non lo sperai... Perdona

Alla dolce sorpresa i dubbi miei. PoL Lascia che al sen ti stringa .

( con trasporto ; all' avvicinarsi parò di Polx> r ombra di CaSt si ritira . ) Cas, braniierei

Ma invano » poi. Ombra che fu^ge

Folle!., abbracciare io tento. = . G CaSf E tu con quella

Gravi spoglie varcar T onda severa v

Sul fragile naviglio

Potesti i

Poi» E che non può di Giove un figlio h

Cas. Telaira che fa ?

Poh Presso la tomba

Lacerando le chiome «

Ripetendo il tuo nome » . Semiviva , , ,

Cas. Infelice/., ah tu germana

Le porgi aita poi. Ogni soccorso è vano*

Cas. Dille che faure io spiro

D' un cìei tranquiilo e ^ago^

Ghe lusinghara immago

De' sogni suoi sarò. Poi. A lei , nel suo martire,

Spiega tu stesso il volo:

Forse ottf^rrai tu solo

Qjie! ch'io sperar non SO » Cas^ Ombra di qua pon sorte » Poi* Già ch'use amor 1^ porte ... Cas» Rammenta il gràìi divièto - Potf Per tutti eguaLnan è

0 %^

'fi

SECONDO. 25 g 1. Che incanto ...

( Si ascolta una soave melodìa ; nel tempo stesso i Genj circondano Castore . ) Cas. Addio . .

fol. T' arresta . . .

Cas. Sento una forza ignota^ Che mi rapisce a te . PoU La mia pietà ti scuota;

Deh! non fuggir da me. {Cas. ritirandosi \ r Poi. insegtiendolo , s$ perderanno entrambi vista fra V ombre ^ e le colline* )

S C E N A VII. Polluce che ritorna agitato^ indi Castore P^l. Dell' inferno , e de' ridenti Elisi

Formidabil nnonarca ... io tuo nipote Chiedo Castore a te: nuovo di vita Camrnin gli sia concesso: Cedilo; in vece sua t' offro'me stesso. ( si ode fina scossa ^ e susseguentemente de una fiamma che traversa gli Elisj.) Qiial tremito improvviso!., e qual di foco Lieve striscia che passa Lambendo agli arboscéi le verdi chiome! ... Grazie , o nume ; io conosco Il tuo favor . Cas. Che mai sarà ? . Novella

Brama di vita in ine rinasce ... Poi. Il segno

Ecco avverato. Ah! Castore ... Cas. Ah ! Polluce

Dunque l'Idol mio?.. ^ Poi. Ti attende . . .

Cas. , E vuole?. *

Poi. O vederti, o morir. Cas. Se il puoi, mi guida

PoL lo no: promisi a Pluto in me un compenso Della tua libertà .

Car.

\

ATTO

Cas^ Che dici ? ( con aria risentimento .)

PoL II vero:

Vivi per me . Cas* Non lo sperar: piuttosto (^risoluto.)

Cento volte lo morrei y Poi. Ma Telaira

Ornai piìi non respira . Cas. Oh assalto? e che farò? m'attendi . Ah forse.

Forse è presso a spirar . Volo a serbarla,

( a Polluce . )

O a raccogliere almen coi labbri mìei V ultimo suo respiro . Odi , s^ io mai

( al medesimo . ) La beir ombra incontrassimo se .•. che affanno!.i» Ahi forse allor che trasportar mi^ sento Dal fervido desìo che a lei m' invita , Per veder la sua morte io torno in vita - Ah! chi sa, se il bei sembiante

Del mio ben più rivedrò! Tanti affanni in un istante Questo cor mai non provò . Perdonate ... Ombre felici Non vi offenda il mio dolor. Sull'Olimpo ... in grembo a Giove

Porterei V inferno ancor . Sposa german m'attendi Morte . . . r acciar sospendi ... Se r amabile Sorriso Su quei labbri spunrerà , Più contenta al caro Eliso L'ombra mia ritornerà. Coro Calma da' numi attendi :, Calma il tuo core avrà. ( Cgstore parte ^ e Polluce si ritira fra V ombre.)

SCE

SECONDO. , S C E N A VIIL Boschetto. Notte. Telala sola »

C Astore , dove sei ?.. . vedova . . errante A quest' ombre, alle piante - ai fonti, ai marmi Castore io chiedo . e parmi . . Farmi ahi I speme infedel ! Giove m' ascolta: Tu Sci padre comun..,sai che di tregua Ha bisogno il mio cor., «deh! una scintilla. Una scintilla almeno Di tua pietà versami, o padre, in setio^ SCENA IX. Nuvolosa ,

Air ult ime parole di Telai 'a lampeggila e tuona ^ Ella rimane attonita : compariscono nel tempo stes-^ so te nubi y allo schiudersi delle quali si veggono nel mezzp Giove y Polluce e Castore y alla destra Apollo ed Eòe j alla sinistra Minerva e Mercurio * Ciò. Essi l'affanno tuo. Rendo a Polluce,, \^ Rendo Castore a te. Viva^ e di morte PiìiMo strai non paventi. Anzi queir Astro,. Che d' insolita luce Sul capo mio brillar tu vedi ,^ quello, Che un lo accoglierà , vo' , che sin ora Si avvezzi a' voti de' mortali , e sia Al nocchier non avaro, Che fra i nembi lo invochi, astro di pace , Astro funesto al navigante audace.

( Castore e Polluce scendono ; le nubi si rin^^ chiudono y e si diteguono: torna il boschetto. ) SCENA Ultima. Boschetto* T et atra y Castore e Polluce y p^ì Coro. Tel. TT' Prestar fede io deggio? . . «

,M,j ( fra la gioja e il timore di sognare* ) Cas, ( abbracciandola , ) Anima mia. Puoi dubitarne? ^ ^

'Pfii* Or vedi ( a Telaira. )

Se?

ATTO

Se invano io lo sperai . * Cas. Castore è teco.

Tel. Oh gloja! Oh quanto adesso De' sostenuti affanni La memoria è soave ! Cas. Oh quanto è belli

Sul ciglio tuo ridente La lagrima sospesa ! PoL Oh come al fianco

Della virtude amor trionfa ! Tel. Oh grande \

Oh cento volte e cento Invocato ritorno ! jf 3. Oh lieto evento I

Tel. Qual soave e dolce affetto

L'alma inonda in tale istante! Voi serbate , o dei , costante

Cas^ Ah! fra voi quest'alma amante

Poi. Tel.

J^osì gran felicità . .Al mio sen ti stringo ancora Tua sarà quest' alma ognora .

( a Cas. )

Che bramar di piì^i non sa. Coro generale.

Mentre talor più freme L'indomita procella

Sorge improvvisa stella

i nembi a dissipar.

Cala il sìparh